Quante volte ci sentiamo dire che bisogna mangiare di tutto un po’.
Per i nostri nonni o ancora per i nostri antenati più remoti aveva senso un atteggiamento di questo tipo nella scelta di un cibo ma oggi non ce l’ha..
Perchè oggi è diverso?
… perchè il “tutto” di riferimento è totalmente cambiato.
Il “tutto” di un tempo, non è quello di oggi. Pensiamo alle origini, ai primi 2 milioni e mezzo di anni, quando Il “tutto” erano erbe selvatiche, frutta selvatica, semi, carne o pesce cacciati. Aveva senso mangiare un po’ di tutto quello che Madre Natura offriva.
Nel Neolitico, con l’agricoltura e l’allevamento, abbiamo aggiunto i latticini e i cereali come farro, grano, orzo consumati in chicchi o eventualmente in forma di chapati (farina e acqua) e mi sta ancora bene.
Ma oggi quanto abbiamo aggiunto a questo “tutto”? Proviamo a vedere..
biscotti, fette biscottate, cracker, taralli, bibite gassate, succhi di frutta industriali, gelati, croissant, merendine, latti vegetali per tutti i gusti e poi ancora sofficini, wurstel, formaggini con additivi e conservanti… insomma questo “tutto” è esploso e allora ha senso oggi.. 2025… mangiare di tutto un po’?
Il nostro “tutto” deve essere ridimensionato, selezionato con criterio e simile, il più possibile, al cibo naturale e fresco dei nostri attentati, affinché valga il “di tutto un po” e quindi…
- un po’ di tutte le proteine ad alto valore biologico come pesce di taglia piccola, pesce di taglia grande, crostacei, molluschi, carne bianca, carne rossa, uova di gallina, uova di quaglia, uova d’oca, latticini stagionati o freschi artigianali di vacca, pecora, capra
- un po’ di tutte le proteine a basso valore biologico come fagioli, lenticchie, piselli, soia…
-un po’ di tutte le verdure, di tutti i colori (verde, rosso, arancione, giallo, viola)
- un po’ di tutti i frutti come frutti grandi, frutti piccoli
- un po’ di tutta la frutta secca come mandorle, noci, nocciole, noci di macadamia, noci del brasile, pinoli, noci Pecan
- un po’ di tutti i semi oleaginosi come semi di sesamo, semi di zucca, semi di lino, semi di chia, semi di canapa..
- un po’ di tutti i cereali in chicchi come miglio, riso, quinoa, grano saraceno, sorgo, riso, farro, avena, mais, amaranto..
- un po’ di tutti grassi saturi, monoinsaturi e acidi grassi essenziali e quindi olio EVO,burro di montagna, olio di cocco, burro ghee, olio di avocado
Ecco il "di tutto un po' " che ha senso oggi.
Se ci sono problemi di salute invece, come spesso accade, perché abbiamo mangiato per troppi anni il “di tutto un po’ sbagliato”, allora è meglio fare un ‘ulteriore selezione ma questo è un altro discorso.
Che poi pensiamo di mangiare di “tutto un po’” perchè a pranzo alterniamo la pasta con la lasagna o con i ravioli, a colazione le fette biscottate con i biscotti integrali o con pane e marmellata, a merenda i cracker con le sfogliatine di Kamut.. no, stiamo in questo caso facendo una monodieta a base di grano.
Torniamo al “di tutto un po’” dei cibi veri, sani, offerti da Madre Natura e il più possibile integrali, ossia poco manipolati dall’uomo.
Un pesce fresco è più integrale di un pesce in barattolo. Una fettina di manzo è più integrale di una carne in scatola o di un wurstel. Un formaggio stagionato di capra è più integrale di un Philadelphia.. giusto per intenderci su cosa intendo per integrale.
Quindi va bene mangiare di tutto un po’ ma scegli il tutto, lasciandoti guidare da Madre Natura, dall'integrità e dalla freschezza e poi naturalmente nelle giuste proporzioni tra grassi, proteine e carboidrati.
Insomma ti devi impegnare a cercare il "di tutto un po'" che ha senso oggi. Per i nostri antenati era tutto più semplice perché bastava seguire l'istinto.
Riparti da qui allora.. ascoltati e l'istinto primordiale ti aiuterà a trovare il cibo giusto per te. Mi raccomando non farti mancare curiosità e mente aperta..
La tua Naturopata
Frida