Ti racconto la storia di una mia cliente che si è impegnata molto e i risultati non hanno tardato ad arrivare...


UN CASO DI “IPERCOLESTEROLEMIA” (e non solo)

trattato con un approccio naturopatico


Premesso che un colesterolo troppo basso può essere dannoso  in quanto è un componente fondamentale delle membrane cellulari e partecipa alla sintesi di ormoni, vitamina D, acidi biliari e altro ancora..

E’ anche vero che, se troppo alto, in un soggetto che segue la dieta classica occidentale a base di zuccheri, pasta, pane, pizza, merendine ecc., può diventare un fattore di rischio.

Infatti, una delle principali cause dell’aterosclerosi è proprio l’eccesso di zuccheri, soprattutto se associato a infiammazione cronica di basso grado e non il colesterolo in sé. Quest’ultimo, spesso, non fa altro che riparare i danni provocati proprio da uno stato infiammatorio persistente sull’endotelio dei vasi.


Allora un detox e una modifica dell’alimentazione quotidiana, in questi casi, risultano fondamentali.


Esami prima del consulto naturopatico:

Colesterolo Totale: 268

Glicemia a digiuno: 92

Trigliceridi: 73

Rapporto TGL/HDL → 73/76 = 0,96 (già molto buono, l’ideale è sotto 1,8, meglio ancora sotto 1)

Esami dopo 3 mesi:

Colesterolo Totale: 205

Glicemia a digiuno: 82

Trigliceridi: 32

Rapporto TGL/HDL → 32/71 = 0,45 (ulteriore miglioramento)


La cliente si presenta in studio dopo aver consultato il medico curante, che le aveva proposto le statine per abbassare il colesterolo, illustrandole anche — giustamente — i potenziali effetti collaterali.

Si dimostra propensa a integrare la dieta con rimedi fitoterapici (NB: non riso rosso fermentato, che ha un effetto simile alle statine) e a seguire i consigli alimentari che le propongo.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese

L’ipercolesterolemia è spesso espressione di un eccesso di calore e umidità.

L’umidità, in particolare, è il risultato di un abuso di zuccheri, farine raffinate, oli vegetali ricchi di omega-6 (presenti in cracker, fette biscottate, brioches, ecc.) e cibi confezionati.

Non è raro che, riducendo il consumo di questi alimenti, la persona si senta più sgonfia, leggera, e che anche il colesterolo si abbassi.

Per “disperdere il calore” consiglio di aumentare il consumo di verdure a foglia verde in particolare: cavoli, verza, cime di rapa, cicoria catalogna..


-Il fegato: organo chiave del metabolismo


È il primo organo coinvolto nei problemi di dismetabolismo. Un vero laboratorio chimico con importanti funzioni di detossinazione.

A causa di stili di vita e di una dieta errata, può surriscaldarsi e congestionarsi, metabolizzando male grassi, zuccheri, tossine e ormoni.

Scegliamo quindi fitoterapici per il drenaggio epatico, e integriamo acidi grassi essenziali, spesso carenti nella dieta occidentale, ma fondamentali per la salute del fegato.


Risultato: miglioramento del quadro lipidico

Tutti questi interventi hanno permesso di migliorare significativamente il quadro lipidico della cliente.

Se non avesse modificato l’alimentazione e non fosse stata costante nell’assunzione dei rimedi, probabilmente non avrebbe ottenuto questi risultati.

A quel punto le statine sarebbero state giustificate. Come naturopata, in questi casi propongo sempre l’integrazione di CoQ10, per evitare gli effetti collaterali tipici del farmaco, come i dolori muscolari.

Ma sarebbe stato un approccio sintomatico. Avremmo lavorato sul sintomo in sé e non sulle cause del problema.

Una riflessione finale

Siamo come dei bellissimi vasi: se troppo pieni, traboccano. Quella goccia che trabocca la chiamiamo sintomo o malattia.

Ma il problema è la goccia o il vaso troppo pieno e malconcio?

Se scegli la naturopatia, scegli di occuparti del tuo vaso, scegli di lavorare sulle cause profonde del tuo malessere.

L’approccio della medicina naturale non esclude quello della medicina ufficiale: i due possono integrarsi per sostenere la persona nel suo benessere, a 360 gradi.

Sono sempre felice quando incontro medici aperti a una visione integrata e disponibili a collaborare.

La tua Naturopata

Frida